• Andreina

Eroi per un giorno, ma che fatica diventarlo

Un dono per il Papa che arriva a destinazione in Sala Nervi in modo inaspettato.



L’altra sera pensavo ad un anno fa e all’avventura storica che abbiamo vissuto il 16 gennaio 2016.

Il Movimento Cristiano Lavoratori della provinciale di Arezzo a dicembre 2015 mi commissiona un’opera, un mosaico da consegnare a Papa Francesco per un’udienza privata in Sala Nervi in Vaticano a Roma. Ero molto emozionata e non sapevo da dove iniziare, cosa pensare. Io avrei realizzato un’opera per una delle persone più importanti e conosciute del mondo e, onestamente, mi sentivo inadeguata per creare un’opera degna del simbolo della fede cristiana cattolica nell’universo.



Il mio amico Luigi Zampini corre dalla libreria delle Paoline acquista due libri che mostravano il Papa in ogni situazione e momento, per un totale di 400-500 foto, ma io ero impazzita, non c’era niente che mi soddisfaceva. Troppo sorridente, poco visibile, sommerso da persone, niente, non trovavo niente. I tempi erano strettissimi, avrei dovuto consegnarlo entro il 10 gennaio perché un responsabile MCL, recandosi a Roma, lo avrebbe portato in anticipo. Come al solito, una lotta contro il tempo per me, a volte mi sento “la donna che corre contro il suo nemico, il tempo”. Acquisto una tavola di legno spesso, ed inizio a disegnare con quattro schizzi un volto amorevole che con la testa china guarda e bacia un bambino, per me era l’espressione più umana per descrivere un amore così grande, quello della tenerezza.


Alla fine, ho realizzato il mio mosaico in pasta di vetro, con tessere irregolari e molto colorate, non dando la solita connotazione tradizionale, perché l’amore è colore, le ombre non saranno mai brune ma blu, rosse con colori vivaci e a volte tenui, un ritratto moderno che descrive la nostra contemporaneità e i colori del paese di nascita di sua Santità. Ho lavorato delicatamente, cercando di rendere prezioso anche il piccolo dettaglio, tagliavo le tessere una a una, le montavo come se fossero pietre preziose; guardavo il mosaico, lo riguardavo ad ogni luce, cercando difetti. Poi, ho preparato il mio catalogo ed una confezione che contenesse questa tavoletta tanto preziosa, realizzata con panno con sopra cuciti 7 nastri che avrebbero dovuto chiudere 7 sigilli, ricordando l’Apocalisse di San Giovanni ed essendo 7 il numero di Dio. Mentre preparavo il contenitore, mi sono ricordata che davanti a tanta santità ci troviamo di fronte ad un essere “umano”, che vive di necessità primarie e cosa farà appena alzato al mattino, colazione! Quindi ho corredato il regalo con una tovaglietta in mosaico da colazione, era il modo più tenero di comunicargli “le sono vicino”, come una figlia.


Purtroppo mi avvisano che l’ambasciatore di Movimento Cristiano Lavoratori non potrà consegnare l’opera e che saremo noi a doverla portare direttamente al desk della Sala Nervi, ai responsabili dei doni.

Partenza 16 gennaio alle quattro del mattino, eravamo io, Don Santi Chioccioli, Mina Rossi, Luciana Zuma Bigoni, Marco Guerrini, Massimo Nasorri, Luigi Zampini e un’altra amica, pronti per questo breve viaggio che si è trasformato in una vera avventura. Arriviamo a Roma alle ore 8,00 e dopo tre ore di fila, dove ho visto solo spalle e schiene, perché protetta dal freddo da persone più alte, siamo arrivati al controllo della sicurezza e siamo stai dirottati verso piazza San Pietro. Dopo qualche secondo ed un avviso proclamato da una voce all’altoparlante, veniamo informati che non c’è più posto in Sala Nervi. Nooooooooooo, nooooooo?!


Presi dallo sgomento misto a delusione, ci siamo soffermati a riflettere e poco dopo siamo corsi a chiedere informazioni prima alla polizia, poi alle Guardie Svizzere, ai Cavalieri di Malta ed, infine, ci siamo precipitati dal Responsabile della Sicurezza, pregandolo di ascoltarci. Eravamo tutti emozionati e speranzosi, avevamo un carico prezioso da consegnare. Dopo averci ascoltato e chiesto chi eravamo, abbiamo farfugliato frasi impossibili, ci diceva: chi sei tu? Il prete, e tu? L’artista dell’opera, e tu? L’amico dell’artista, e tu? L’amica dell’artista. Quasi subito si è reso conto della situazione, ha avuto pena di 8 sbandati dalle facce oneste e sincere, piene di desiderio nel compiere un gesto e mantenere una promessa. Abbiamo passato il metal detector, ci hanno indicato dove entrare, abbiamo consegnato l’opera che è stata riposta su di uno scaffale e siamo arrivati in Sala Nervi, delusi dall’aver consegnato in ritardo un dono che è costato amore e sacrificio, ci accomodiamo a sedere.


Dopo poco vedo arrivare Luigi Zampini e Luciana Zuma Bigoni, mosaicista e amica, con il pacco in mano e andare verso la scalinata che dà accesso al palco dove si sarebbe seduto Papa Francesco. Sono riusciti a convincere le guardie di ogni settore ad avanzare per la consegna e dopo lungo penare erano lì, davanti a diecimila persone proprio sul primo gradino in attesa che qualcuno li aiutasse a riporre sul tavolo il dono. In quel momento, immersi in questo silenzio ovattato alla presenza di migliaia di persone, ci siamo guardati e commossi sentendoci dei veri eroi, per un giorno tutti insieme avevamo fatto qualcosa di veramente speciale!

MOSAICO IN PASTA DI VETRO, le paste di vetro si trovano in commercio in lastre di spessore che variano da due a tre millimetri, anche se industriali mantengono una fattura artigianale perché le colate rendono ogni lastra unica per colorazione e sfumatura. Possono essere trasparenti, specchiati, con viraggi metallici, pastello, iridescenti, varie le tonalità, dai toni caldi a freddi, colori animali, floreali, si lavorano con pinza a rotelle in widia per tessere irregolari oppure con il diamante per ottenere strisce della misura desiderata per tessere regolari, si applicano con collanti vinilici, siliconici, o paste cementizie a seconda se collocati in esterno o interno. E’ un materiale dall’aspetto prezioso.

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Il Mosaico di Andreina - Loc. Indicatore I n.7 - Arezzo - +39 347 1891946 - e-mail ass.ezechiele@gmail.com