• Andreina

Alti e bassi: la ricompensa più grande è la vicinanza degli altri


Ho aperto buste contenenti le bollette (gas, luce, acqua, telefono) e mi veniva da piangere. Ho telefonato a Don Santi, io ero disperata e lui stava già piangendo, le bollette erano arrivate anche a lui! Questo è il primo ricordo dell’ 8 febbraio 2017. Sono caduta nella disperazione assoluta, basta mosaico, basta lavoro, basta gente, ho bisogno di stare da sola, pensare a me e tornare al mio lavoro di artista freelance, che cambia committente, situazioni ed espone nelle gallerie, va alle inaugurazioni e frequenta addetti ai lavori, come facevo fino a quattro anni fa, fino a quando lavoravo da sola al mosaico e distribuivo il tempo a mio piacimento. Ho avuto il desiderio di smettere tutto, quando ho pensato che nessuno ci aiuta economicamente. Non sappiamo come andare avanti, è inutile sentirsi dire che questo sarà il mosaico più grande del mondo, che unisce popoli, razze e religioni, che abbatte le diversità, che crea appartenenza se non sappiamo come mangiare. Improvvisamente dietro a me si era creato il vuoto assoluto, mi ero scordata delle meravigliose persone che ho conosciuto, dei miei ragazzi diversamente abili del Cla, di Luigi Zampini, Don Santi, Wolfango Mugnai, Borja Blanco Cochòn e tutti gli altri. Era tutto nero. I viaggi per la promozione all’estero del mio mosaico, li aveva fatti un’altro. Ero caduta in un pozzo.


Viviamo con lo stipendio di Don Santi, io non guadagno niente. La mia fantasia e la mia caparbietà che stanno sfidando il mondo, a che cosa sono servite. Ho quarantasei anni e mi devo far aiutare da mio padre Corrado e mamma Licia per la realizzazione di un sogno, io stessa ho speso tutto per lo stesso sogno. Non riuscivo a intravedere una via di uscita. Nel tardo pomeriggio mentre partecipavo ad un incontro per la realizzazione di un progetto artistico, dentro di me pensavo” parole senza senso che non portano a niente, perché di parole ne volano tante quando si ha uno stipendio, io realizzo sempre quello che penso “, ridevo dentro di me. Allora conoscendomi, ho capito che sarebbe stato meglio ‘staccare la spina’ con il mondo e andare a dormire. La mattina accendo il telefono e sento una scarica di messaggi e post su FB, mi si è di nuovo aperto il mondo, ero tornata in me. Mi sentivo positiva, quella che trova sempre una soluzione, per cui niente è impossibile e tutto sempre si risolve, ma soprattutto che ama e ha fiducia del suo prossimo; la donna che corre, che parla, risponde al telefono e pensa ad un altro progetto contemporaneamente. Cos’era cambiato dalla notte prima?


Luisa Gozzi e Zuma Bigoni dall’Emilia, Cinzia Venturini dalla Svizzera e Ursel Joebstl dalla Germnaia avevano annunciato su FB la spedizione e vendita di oggetti realizzati da loro per la raccolta fondi del mosaico; inoltre, Giuseppe Fabbri e Paolo Pierantini di Arezzo avevano pubblicato dei servizi fotografici stupendi sul mosaico, che erano stati condivisi da persone di tutto il mondo. Apro la email e vedo che Linda Kniffitz e Rosetta Berardi avevano accettato un appuntamento a Ravenna, Pascal Patat con la moglie Josette Patat e l’amica Marlène Sedej dalla Francia avevano finito il doppiaggio del documentario realizzato sul mosaico da Laura Santelli intitolato “The Vision” e Luigi Zampini mi annuncia in un messaggio la vendita dei cuori In mosaico per San Valentino. Tanti messaggi su whatsapp di persone che mi auguravano la buona giornata e mi confermavano il loro amore, oltre al messaggio di Caroline Jung dalla Germania e Cinzia Venturini che mi confermavano di aver ricevuto i disegni per posta sull’Esodo, che andranno inseriti sul muro della navata destra della chiesa da realizzare in mosaico su filet. Il mio cielo era tornato a splendere, sereno come sempre, mi sono quasi sentita in colpa per i pensieri della sera precedente. Sono una donna fortunata, ho pensato. Come posso pensare di terminare qualcosa di così amato e condiviso da tanti, dovrei vergognarmi al solo pensiero, dal momento che tante sono le persone che giornalmente mi confermano il loro sostegno e senza alcun interesse.


Quando definisco il mosaico con l’aggettivo ‘umano’ parlo proprio di questo. Tante persone speciali che come tanti angeli mi proteggono e mi rassicurano perché comprendono il grado di responsabilità e la fatica che facciamo, ognuno a suo modo io e Don Santi nel portare avanti questa grande opera artistico-sociale. Questa è la mia vita, un’altalena di emozioni, di cadute e risalite, dove cammino a testa bassa come un ariete, per abbattere gli ostacoli, dove ogni giorno ci sono notizie nuove tanto da sembrare una settimana per un comune mortale; infatti, io non conosco la noia, la solitudine, la malinconia, non ho tempo per questi stati d’animo. Ricevo tante telefonate, dove mi viene richiesto di aiutare un ragazzo nel suo recupero, di esprimere solidarietà nei confronti di una malattia, oppure la nascita di una nuova amicizia, e poi lavoro lavoro, lavoro.


Torno a casa mia, entro in cucina e con la coda dell’occhio vedo una sagoma, penso ad un ladro, invece era l’opera che avevo realizzato prima di partire per il Belgio. Soddisfatta la ammiro e dico “Forse sono diventata veramente una mosaicista”, questa è l’unica opera esterna al lavoro della chiesa che sono riuscita a portare a completare negli ultimi quattro anni. La mia amica Ivana Piccin, che ammiro molto come mosaicista e come persona, mi conferma che anche io sono entrata a far parte di questa piccola comunità di artisti, questo mi ha reso felice. Per me l’arte è uno strumento per realizzare l’opera, studiata per quel luogo o superficie, quindi la mia sete di conoscenza sulle tecniche, ha spaziato dalla scultura, alla pittura, alla fotografia, alla grafica e tanto altro; i materiali mi piacciono tutti, devo solo capire come valorizzarli.

MOSAICO SU FILE’- la rete filè è in fibra di vetro e a quadretti di varie dimensioni, può essere acquistata in negozi di obbistica o edili, su cui vengono attaccate le tessere di mosaico con colla vinilica per l’interno o epossidica per l’esterno. Dovete posizionare sul tavolo il foglio di carta disegnato fermandolo con dello scotch, poi va sovrapposto un foglio di plastica trasparente che lascia intravedere l’immagine e non permette alla rete filè e alle tessere di incollarsi al disegno, che non consentirebbe alla colla cementizia di aderire alla superficie su cui viene applicato il mosaico a parete, pavimento o scultura, poi viene posizionato il filè ed applicate le tessere che seguono il disegno sottostante. Se si vuole realizzare un mosaico in vetro, smalti o marmi senza fughe le tessere devono essere posizionate attaccate una all’altra, altrimenti se si usano le mattonelle da pavimento come noi ad Indicatore si cerca di trovare il materiale dello stesso spessore per non creare dislivelli mantenendo spazi equidistanti per le fughe da poi stuccare una volta attaccata il filè alla superficie.

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Il Mosaico di Andreina - Loc. Indicatore I n.7 - Arezzo - +39 347 1891946 - e-mail ass.ezechiele@gmail.com